Parco d’Arte

Parco d’Arte

SHARE:
  • Facebook
  • Twitter
  • Pinterest
  • Google Plus

MENZIONE
programma | concorso internazionale Parco d’Arte nel quartiere Casanova
localizazzione | Bolzano
superficie | 1700 mq
commitente | Istituto per l’Edilizia Sociale della Provincia Autonoma di Bolzano
importo | 120.000 E
gruppo di lavoro | Arch.Mario Assisi, Arch.Valentina Milani

Del nuovo comparto l’altezza dell’edificato con le lunghe ombre proiettate è presenza indiscutibilmente caratterizzante il contesto. Di questi grandi e possenti contenitori abitativi sono le finestre l’espressione della vita che li anima. Aperte, illuminate, con gli scuri chiusi o le tende abbassate: ciascuna accenna, attraverso piccoli dettagli, a ciò che accade all’interno, diventando punto di tangenza tra lo scorrere della quotidiana vita privata e il circostante spazio pubblico. L’idea allora è di caratterizzare, la corte compresa e compressa da queste alte cortine edificate, proprio partendo dai prospetti di quest’ultime, immaginando che il sole, nel suo muoversi giornaliero, li proietti a terra, penetrando la matericità del costruito. Un’operazione concettuale e provocatoria di ribaltamento, che ha l’obiettivo di strutturare il carattere pubblico dello spazio aperto alludendo alla dimensione sociale del costruito.11:00 a.m. Il sole è a sud-est. Sul suolo si compone un disegno. Il prospetto dell’edificato diventa spazio calpestabile e abitabile. Se il ritmo e l’ingombro delle bucature diventano matrice strutturante, ciascuna finestra è una tessera “vuota” colonizzabile. Dalla semplice allusione alla dimensione sociale il progetto diventa partecipativo e accogliente, proponendo una lista di possibili modi di occupare le nuove “bucature”, affinché l’assetto finale della corte sia espressione dell’ identità e partecipazione della collettività. Ciascun tassello può essere un gradino/ un buco/un podio/una seduta/una vasca/una tessera pavimentata/un tassello di vegetazione/uno specchio d’acqua/…/. Il semplice disegno bidimensionale si trasforma in suolo tridimensionale, fatto di pieni e di vuoti, di alti e di bassi, in cui sdraiarsi, sedersi, saltare, nascondersi, giocare. Lo spazio risultante non è strutturato e codificato ma aperto all’interpretazione e alla fantasia di ciascuno. Di notte: alcune finestre si illuminano così come alcune tessere si accendono. A ciascuna di esse infatti corrisponde un sistema di illuminazione a raso che riempie di luce l’impronta dei tasselli. Un sistema di sensori fa si che ciascuna tessera possa illuminarsi solo se abitata.